C’è un legame stretto fra missione ed educazione, perché solo un’educazione che permetta alle persone di scoprire la propria dignità irriducibile ed il bene che è l’altro può portare ad uno sviluppo giusto, sostenibile e duraturo.
I volontari e le associazioni non-governative lavorando in Paesi feriti da conflitti e crisi che tendono a cronicizzarsi, si rendono conto che lo sviluppo non è qualcosa che si possa imporre dall’esterno, né che è riducibile all’offerta di assistenza, che può precipitare poi in forme di assistenzialismo.
Lo sviluppo chiede un lavoro comune, è un percorso lungo che si può intraprendere solo insieme e inizia là dove si apre la possibilità di un’educazione vera. Attraverso le testimonianze dei nostri relatori, si aprirà uno spaccato di vita che servirà anche a noi dell’Occidente sviluppato per riflettere e portare il nostro contributo all’interno delle comunità in cui viviamo, le quali hanno bisogno, anch’esse, di un’educazione vera e continua. Nell’occasione ci sarà una raccolta di fondi per sostenere queste opere.

5 mar 2025

Missione ed educazione, incontro con gli esperti

La formazione come strumento di crescita nei paesi in via di sviluppo al centro di un evento con l’arcivescovo.

Venerdì 7 marzo alle ore 21 nella Sala del Collegio Raffaello in Piazza della Repubblica si terrà un incontro per parlare di educazione come strumento di crescita nei paesi in via di sviluppo. L’appuntamento, intitolato ‘Educazione è speranza’, è organizzato dall’Arcidiocesi di Urbino e dal Centro Culturale E. Mounier, con il patrocinio del Legato Albani. Ad intervenire, l’arcivescovo di Urbino e Pesaro Sandro Salvucci, Rose Busingye, fondatrice di Meeting Point a Kampala (Uganda), il missionario urbinate Don Sandro De Angeli, assistente spirituale di Africa Mission, sempre in Uganda, Luana Scaramucci e Marina Corrina, volontarie nella missione di Suor Laura Girotto ad Adua, in Etiopia.

“C’è un legame stretto fra missione e educazione – dicono gli organizzatori – perché solo un’educazione che permetta alle persone di scoprire la propria dignità irriducibile ed il bene che è l’altro può portare ad uno sviluppo giusto, sostenibile e duraturo. I volontari e le associazioni non governative lavorando in Paesi feriti da conflitti e crisi che tendono a cronicizzarsi, si rendono conto che lo sviluppo non è qualcosa che si possa imporre dall’esterno, né che è riducibile all’offerta di assistenza, che può precipitare poi in forme di assistenzialismo. Lo sviluppo, quindi, chiede un lavoro comune, è un percorso lungo che si può intraprendere solo insieme e inizia là dove si apre la possibilità di un’educazione vera”. Attraverso le testimonianze dei relatori, si aprirà uno spaccato di vita che farà riflettere i partecipanti “al fine di portare il nostro contributo – concludono i responsabili del Centro Mounier – all’interno delle comunità in cui viviamo, le quali hanno bisogno, anch’esse, di un’educazione vera e continua”.

GIOVANNI VOLPONI

Il Resto del Carlino – Pesaro – Cronaca

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2025-03-08T08:54:31+01:00
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